Discussioni su malattie e cause di cattiva salute in genere

Moderators: Dott. P. Cifarelli, Dott. M. Selle, Dott. G. Esposito

#4030 by Admin13
Mon Oct 06, 2014 8:56 am
Le variazioni dell’umore rappresentano una risposta fisiologica alle sconfitte, contrarietà e situazioni avverse che fanno parte della nostra vita quotidiana. Sentirsi un po’ “giù di corda”, essere di cattivo umore o irritabile, avere pensieri negativi, sentirsi privo di energie, non significa avere la depressione. Le variazioni dell’umore devono essere differenziate dai disturbi patologici dell’umore che si hanno quando la malinconia, l’angoscia, il senso di rassegnazione, persistono autonomamente al di là dell’evento scatenante o insorgono senza un’apparente causa.

Spesso il fattore scatenante è rappresentato da un evento particolarmente stressante che turba la nostra vita; si può trattare di un evento negativo di perdita (per es. un lutto, la perdita del lavoro, la fine di una relazione sentimentale), di un evento positivo ma sempre valutato come perdita (per es. la nascita di un bambino può provocare nella neo-mamma una serie di problemi psicologici come la preoccupazione per le proprie capacità di prendersi cura del neonato, l’idea di sentirsi meno attraente, la sensazione di avere perso il controllo della propria vita) oppure della mancanza di un evento positivo per il quale ci si è tanto impegnati (per es. il conseguimento di una laurea o di una promozione).

Non c’è una letteratura sufficientemente robusta sulle cause della depressione anche se si riconoscono due fattori principali: il fattore biologico, per cui alcuni individui hanno una maggiore predisposizione genetica verso questa malattia; il fattore psicologico, per cui le nostre esperienze (soprattutto quelle dell’età infantile), condizioni socio-economiche, relazioni affettive e sociali,possono determinare una maggiore vulnerabilità individuale.

La depressione è spesso un disturbo dell’umore cronico e ricorrente. Mentre nei primi episodi l’evento scatenante è spesso identificabile in un evento esterno che la persona vive come perdita inaccettabile, nelle ricadute gli eventi scatenanti sono difficilmente riconoscibili in quanto spesso si tratta di “eventi interni” elaborati dalla persona stessa.

La depressione è la più frequente tra le patologie di interesse psichiatrico e può colpire chiunque a qualunque età anche se è più frequente tra i 25 e i 44 anni ed è due volte più comune nelle donne adolescenti ed adulte. In Italia ne soffre circa il 15% della popolazione.

I sintomi principali
I sintomi principali della depressione sono l’umore depresso per la maggior parte del giorno, la marcata riduzione di interesse o di piacere per quasi tutte le attività, il senso di stanchezza fisica, la ridotta capacità di ideazione e di concentrazione, la scarsa loquacità, i disturbi del sonno (frequenti risvegli notturni, difficoltà di addormentamento, risveglio mattutino precoce, insonnia, ipersonnia), l’agitazione o il rallentamento motorio, i pensieri ricorrenti di disperazione, di preoccupazione, di morte o di suicidio, la sensazione di essere inutile o colpevole, la scarsa autostima o sentimento di disprezzo di sé. Ad essi spesso si associa una significativa perdita o aumento dell’appetito e quindi del peso corporeo.

In base al numero (almeno due) dei sintomi depressivi presenti, alla loro durata (tutti i giorni per almeno due settimane) ed alla loro intensità, si possono diagnosticare diversi disturbi depressivi anche definiti disturbi dell’umore unipolari (Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders – DSM IV. American Psychiatric Association 1994): il disturbo depressivo maggiore (presenza di almeno cinque sintomi depressivi per un periodo di almeno due settimane), il disturbo distimico (presenza di almeno due sintomi per un periodo di almeno due anni), il disturbo depressivo minore (presenza di almeno due sintomi per un periodo di almeno due settimane). A volte questi sintomi depressivi possono presentarsi in contemporanea o alternarsi a sintomi di eccitamento (irritazione, loquacità, euforia, impulsività, ideazione accelerata, loquacità, ideazione persecutoria) caratterizzando il disturbo ansioso-depressivo misto.

Per poter formulare diagnosi di disturbo depressivo unipolare questo non deve essere in correlazione ad una malattia organica grave o all’assunzione di sostanze (farmaci, droghe) e la persona non deve aver sofferto in passato di disturbi psicotici maniacali, ipomaniacali o misti, o di un disturbo ciclotimico.
Il disturbo depressivo può portare a gravi compromissioni nella vita di chi ne è affetto: non si riesce più a lavorare o studiare, ad iniziare o mantenere relazioni sociali ed affettive, a provare interesse e piacere nelle attività. Inoltre, quando si è depressi, si ha difficoltà a farsi aiutare dagli altri ed a collaborare con il medico nell’iniziare e seguire una terapia, perché ci si sente sfiduciati, impotenti e si ha una scarsa fiducia di migliorare.

Consigli utili
La depressione può e deve essere curata. Il primo passo è rivolgersi al proprio medico che valuterà come affrontare il problema e potrà consigliare un trattamento farmacologico e/o psicoterapico. Gli antidepressivi più recenti offrono un’ottima risposta clinica con effetti collaterali ridotti ed ottimi risultati si possono ottenere con la psicoterapia interpersonale, cognitivo-comportamentale e di gruppo.

Alla persona depressa si possono dare alcuni semplici consigli che possono aiutarla a migliorare e tenere alto il proprio umore.

Praticare un po’ di attività fisica: quando siamo demotivati e “giù di corda”, tendiamo alla sedentarietà. Fare una passeggiata o una corsa all’aria aperta, praticare con moderazione un’attività sportiva, meglio se di squadra, aiutano a migliorare l’umore.
Prestare attenzione alla dieta: è buona norma evitare l’abuso di caffè e la sua assunzione nelle ore serali, eliminare le bevande alcoliche, assumere alimenti freschi e seguire una dieta normocalorica ricca di frutta e verdura.
Parlare con familiari ed amici di come ci si sente: spesso è proprio un punto di vista alternativo quello di cui abbiamo bisogno in un momento di difficoltà.
Ascoltare musica preferita: la musica è uno degli strumenti più importanti per migliorare il nostro umore.
Completare una attività per volta: liberare la propria to do list di una o più attività di scarso rilievo e suddividere i propri impegni in attività della durata di 30-60 minuti, può essere un ottimo modo per ritrovare la giusta motivazione.
Dedicarsi ad una attività che dà piacere in compagnia di altre persone: relazioni di tipo cooperativo con altre persone sono efficaci per allontanare le emozioni negative, migliorare l’umore e ridurre la tensione.
Dedicarsi ad un’attività creativa: le attività artistiche sono considerate molto efficaci a catturare l’attenzione ed allontanare i pensieri negativi.
Coltivare un hobby: coltivare un hobby è gratificante e migliora l’umore.
Andare al cinema: i film hanno la capacità di trasportarci in un’altra dimensione, di ispirarci, di farci sognare, di aiutarci a rilassarci.
Congratularsi con se stesso: quando si dà valore ad ogni piccolo successo personale si stimola la mente a cercarne altri.
Descrivere le proprie emozioni: provare ad osservare in modo distaccato le proprie emozioni e riportale in un diario personale è un buon modo per distaccarsene.

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